I seminari di Reiki vengono tenuti un uno spazio
apposito che in Giappone viene chiamato Dojo, ossia "Il Luogo dove
si impara la retta via". I cultori delle arti marziali bene conoscono
il rispetto che contraddistinguono la pratica del judo, del karate,
dell'aikido, del kyudo.
A
noi la parola Dojo piace. Il Dojo è il luogo del Sacro, dove
gesti, azioni ed intenzioni sono sacre . Il Dojo è come il nostro
corpo, come la nostra vita, come le nostre relazioni: va protetto e
rispettato.
E'
necessario accedere al Dojo con la giusta disposizione di animo, con
la mente sgombra e rilassata, togliere le scarpe e qualsiasi oggetto
estraneo (telefonini, chiavi, orologi, catene, piercing e via dicendo)
che potrebbero dare fastidio durante i corsi.
All'ingresso
nel dojo (può essere anche una palestra o il salotto di casa:Tempio
è una connotazione energetica) è bene abbassare il tono
di voce e fare un leggero inchino per salutare l'ambiente e le persone
che ci sono , questa è una pratica che in occidente non si usa
mai, ma aiuta a ricordare a mio avviso che esistono comunque luoghi
energeticamente più forti che vanno rispettati.
Chi
invece pratica arti marziali conosce bene questa usanza, la comprende
e la rispetta perchè capisce attrarverso di esse la Spiritualità
del saluto .
E'
consigliabile anche una forma di abbigliamento consona alle circostanze,
comoda e sobria. L'abito ideale è il Kimono, possibilmente in
lino o cotone.
Si
possono utilizzare anche ampi pantaloni e camice alla koreana, insomma
lo stile non deve essere rigido nè formale indossiamo abiti che
siano confortevoli e rilassanti , possibilmente in fibre naturali per
avvicinare il nostro corpo alla naturalezza del tutto anche tramite
i vestiti